domenica 19 aprile 2015
Trofeo Lions Club Chiavari Castello
18 aprile 2015. Partecipo ancora su Corto Maltese al Trofeo Lions Club Chiavari Castello organizzato dallo YCC. Alla partenza, data alle 12,30, il tempo è grigio e, pioviggina, c'è poco vento. Poco dopo il via però il vento cresce d'intensità e si stabilizza da E.
Partiamo male, ma già alla prima boa, costituita dall'area dell'itticoltura tra Lavagna e Sestri Levante, abbiamo recuperato diverse posizioni. Il vento aumenta a 12/13 nodi, si prosegue sotto spi fino alla seconda boa posta 3 miglia al largo di Chiavari. Strambando per portarci nuovamente sulla boa di partenza, davanti all'ingresso del porto di Chiavari, il tangone s'impiglia nella doppia cima del caricabasso, e perdiamo parecchio tempo per rimettere la barca in ordine. Girata la boa si riparte di bolina per l'allevamento ittico, il vento è sui 15 nodi e il cielo si è aperto, dopo l'allevamento ittico si torna, con vento in poppa quasi piena, direttamente alla linea di partenza, che fa anche da linea d'arrivo. Qualche barca è dietro di noi, soprattutto è dietro l'altro Elan 333, che ci serve da termine di paragone per valutare le nostre prestazioni.
La regata è stata divertente, soprattutto è stata utile per prendere confidenza con la barca e la sue manovre. Nella combinata tra Coppa Bo e Trofeo Lions siamo terzi in compensato, non male...
lunedì 13 aprile 2015
Coppa Bo
11 aprile 2015, lo YCSL organizza la venticinquesima Coppa Bo, regata costiera su percorso Sestri Levante, boa cancello al largo di Punta Manara, boa a Moneglia da lasciare a dritta e ritorno. Partecipiamo su Corto Maltese con equipaggio: Michel, al timone, Massino, l'armatore, Fabio, Carletto ed io. Splendida giornata di sole, partenza alle 11 con vento da ESE al massimo di 10/12 nodi. Facciamo un'ottima partenza che ci vede per un buon tratto in testa, la barca ha un buon passo, ma, purtroppo, durante una virata, il genoa si impiglia in una crocetta e si strappa leggermente, per riuscire a disincastrare la vela, siamo costretti a invertire la rotta in modo che il vento, proveniente da poppa, spinga fuori dalla crocetta il genoa. Ovviamente perdiamo parecchio tempo, comunque si continua, girata la boa di Moneglia issiamo lo spi e recuperiamo qualche posizione. Alla fine siamo quarti in compensato e abbiamo lasciato nettamente alle spalle Strabilia un altro Elan 333, cosa che dimostra la buona velocità della barca. Un buon risultato che senza l'incidente al genoa e qualche sbavatura nelle manovre avrebbe potuto essere ottimo. Soprattutto la regata ci è servita per conoscere la barca in vista della Corsica per tutti, sapere dove mettere le mani e conoscere le reazioni della barca sarà infatti indispensabile.
martedì 31 marzo 2015
Finalmente primavera
Finalmente primavera, era da un pezzo che non uscivamo in mare con Zazà, lo smontaggio del motore e la decisione di sostituirlo ha tenuto la nostra barchetta in banchina per un bel po'. Per fortuna sono uscito in mare qualche volta con Corto Maltese e con Dea Selvatica e siamo andati al mare quasi tutti i fine settimana, altrimenti l'inverno sarebbe stato troppo lungo.
Sabato scorso, finalmente con il motore montato e con una splendida giornata, siamo tornati a navigare con Zazà. Ah, che piacere...
Domenica uscita di allenamento su Corto Maltese in vista della Corsica per Tutti che partirà da Lavagna il 9 maggio. Equipaggio: Massimo (l'armatore), Adelaide, Carletto ed io. Qualche issata ed ammainata di spi, qualche strambata, qualche cambio genoa e qualche presa di terzaroli. Mi sembra che tutto funzioni e che l'equipaggio riesca ad operare coordinatamente ed in armonia. Prima della partenza faremo ancora qualche uscita di allenamento e soprattutto una navigazione notturna per testare le manovre al buio e i turni di riposo. Come direbbe Carletto: STAPPARE!!!
giovedì 19 marzo 2015
Un motore nuovo per Zazà
Dopo trent'anni di onorato servizio il Farymann 12 cavalli di Zazà ha iniziato a dare segni di debolezza, si è bucata la coppa dell'olio, l'alternatore faceva un po' le bizze, bisognava cambiare candelette ed iniettori, il collettore mostrava evidenti segni di erosione. Portato in officina e smontato completamente si è visto che i segni d'usura riguardavano un po' tutto il motore. Una barca a vela non è come un'automobile che in caso di panne basta accostarla a destra e chiamare il carro attrezzi, per una barca a vela avere un motore efficiente è una questione di sicurezza e così, visto anche l'elevato costo dei pezzi di ricambio, abbiamo deciso di sostituirlo.
Un Volvo Penta D1-20F di 19 hp sostituirà il vecchio FK-2. Speriamo di usarlo poco perché ci spinga il vento, ma che ci accompagni a lungo in navigazioni serene e divertenti.
giovedì 27 novembre 2014
Campionato invernale del Tigullio
Il 20 novembre avrebbero dovuto svolgersi le prime due prove del Campionato Invernale del Tigullio. In realtà l’assenza totale di vento ha impedito lo svolgimento delle prove. Sono a bordo di Zazà mentre le barche rientrano in banchina e Massimo, armatore di Corto Maltese, mi chiede se il giorno seguente voglio imbarcarmi con il suo equipaggio per regatare. Zazà è ferma con il motore da riparare, Lauris ha voglia di restare tranquilla a bordo a riposare e a leggere e dunque accetto.
Il giorno seguente si esce dal porto alle 8, il cielo è plumbeo, ma non piove e non fa freddo. Un venticello da nord, che stimo sui 6/7 nodi, permette alla flotta di partire alle 9, perfettamente in orario.
Il vento si mantiene per tutta la giornata e ci permette di portare a termine sia la prima che la seconda prova in circa 2 ore. L’equipaggio funziona abbastanza bene, le diverse manovre vengono eseguite senza pasticci. Ci sono, e ho, dei margini di miglioramento, ma tutto sommato sono soddisfatto e soprattutto mi sono divertito.
martedì 25 novembre 2014
Middle Sea Race, ovvero o troppo o troppo poco (vento)
Partenza da Orio al Serio per Malta alle ore 16,10 del 17 ottobre 2014. Un taxi per raggiungere Futura,ormeggiata ad un pontile di Kalakara. Sorpresa, l’equipaggio sarà formato solo da sei persone, un po’ poche per condurre un 48 piedi in una regata di oltre 600 miglia.
Comunque l’indomani alle 11 partenza. La linea di partenza è nel porto vecchio della Valletta, un fiordo profondo circondato dai palazzi storici della città. Ci sono oltre 100 barche, la maggior parte molto agguerrite, la partenza non è facile, anche perché il vento è irregolare, deviato, frenato o incanalato dalla conformazione della costa.
Passare le due boe di disimpegno vale già una regata di bastone, comunque puntiamo a nord, verso Capo passero. Ci sono trai 10 e i 12 nodi di vento di bolina larga, la barca fila bene, ma chi è dotato di un gennaker perde un po’ in rotta, ma guadagna molto in velocità. Arrivati alla latitudine meridionale della Sicilia il vento comincia a scarseggiare e alterniamo un po’ tutte le andature.
Imbocchiamo lo stretto di Messina di notte, con vento al traverso di buona intensità. Issiamo lo spi. Non è facile da governare, per i salti di vento e perché bisogna percorrere una specie di S, tra Sicilia e Calabria in un braccio di mare che, proseguendo verso nord, si restringe. In più bisogna rispettare la delimitazione del senso di traffico, per cui abbiamo a disposizione solo una metà del braccio di mare. La corrente è contraria e così, anche se il log ci dice che andiamo a 9 nodi, in realtà avanziamo solo a 4,5. Superato lo stretto siamo tutti stanchi, stanchezza che paghiamo con un errore di manovra che ci fa perdere ciò che avevamo guadagnato in un passaggio dello stretto ammirevole.
Purtroppo puntando verso Strombolicchio, da lasciare a sinistra nel percorso, il vento cala, fino a quasi sparire. Avvistiamo Strombolicchio all’alba, lo passiamo solo dopo le 13. Passarlo è una difficile impresa, si bordeggia, con una bava di vento quasi impercettibile, ma la poca aria continua a saltare e la corrente ci spinge verso lo scoglio che funge da boa. E’ il miglio più lungo della mia vita.
Puntiamo verso ovest, ma il vento manca sempre, al massimo facciamo 3/4 nodi. Nel frattempo le previsioni meteo ci informano che è in arrivo una situazione di vento fortissimo da nord-ovest su tutto il Mediterraneo occidentale. Se il vento ci avesse permesso di procedere costantemente a 7/8 nodi, avremmo potuto precedere la perturbazione, prendendone la prima, più debole, parte già nel Canale di Sicilia, prima a traverso, andando verso Pantelleria e poi quasi in poppa andando verso Lampedusa e Malta.
La nostra lentezza non ci permette di precedere il vento forte. Pensiamo allora di cercare di rallentare affinché il peggio passasse prima di imboccare lo Stretto di Sicilia. Purtroppo però la perturbazione è molto più estesa di quanto si pensasse inizialmente e il Bollettino del mare dà fino a forza 12 tra Corsica e Sardegna e forza 9 nel tratto di mare che avremmo dovuto percorrere noi.
Faticosamente, avanzando quasi impercettibilmente, siamo giunti nelle vicinanze di Palermo. A questo punto, anche in considerazione dell’inadeguatezza numerica dell’equipaggio, propongo di fermarci in quel porto. Si decide però di proseguire. Il vento arriva, violento e dritto di prua, solleva onda ripida.
Ci teniamo sotto costa per avere un vento un po’ meno violento, ma affrontiamo onde alte fino a 6 metri con trinchetta, che dopo un po’ si straccia come un foglio di carta e randa con tre mani di terzaroli.
Sono stremato, anche perché ho dormito pochissimo. Faccio di nuovo presente che sarebbe più prudente invertire la rotta e cercare riparo a Palermo, ma si decide di perseverare. Scendo sotto coperta e sono colto da un mal di mare violentissimo, come non mi era mai capitato.
Ad un cero punto Futura è colpita da un’onda particolarmente alta e ripida. Alessio, al timone in quel momento, è sbattuto violentemente contro il pistone idraulico del paterazzo, Beppe si ritrova contro le reti stese lungo le draglie. Sotto coperta è un caos ed io, che sono in bagno a vomitare, sbatto violentemente la fronte contro un armadietto ferendomi.
A questo punto si decide di fare rotta su Trapani e di rifugiarsi lì, mente la Guardia Costiera emette un comunicato radio che ingiunge a tutti i partecipanti della regata di raggiungere il porto più vicino.
La mia Middle Sea Race si conclude al pronto soccorso di Trapani, dove mi vengono applicati tre punti di sutura. In ogni caso sto bene e i danni alla barca sono limitati alla vela strappata. Dopo due giorni di turismo a Trapani rientro a Milano in aereo, mentre gli altri proseguono per riportare la barca a Malta.
Non abbiamo portato a termine la regata, ma, almeno per quanto mi riguarda, ho imparato un po’ di cose, prima fra tutte che bisogna aver presenti i limiti della barca, ma anche quelli fisici, numerici e tecnici dell’equipaggio.
Stroboli in bonaccia
Alba senza vento
giovedì 13 novembre 2014
Coppa dall'Orso 2014
Riprendo le mie cronache dopo un lungo momento di silenzio. Anche quest’anno lo YCC organizza la coppa dall’Orso in due tappe: la prima, con partenza il 4 ottobre da Chiavari e arrivo a Portovenere, e la seconda, su percorso inverso, con partenza il giorno successivo. Lauris ed io partecipiamo su Costanza, la barca di Nino.
Quest’anno la partenza è stata data alle 8 dalla zona prospiciente l’ingresso del porto, così, dato l’orario, per un primo tratto del percorso usufruiamo di una discreta brezza termica da terra. Poi però, con il progressivo alzarsi del sole, tutto si calma e restiamo immobili ad aspettare. Si alza poi un leggero vento da ovest, issiamo il gennaker e procediamo lentamente. Solo verso la fine del percorso il vento rinforza un po’, ma ci viene proprio da poppa, ci vorrebbe lo spi, ma procediamo bordeggiando per aumentare il vento apparente e nell’ultimissimo tratto del percorso procediamo con il gennaker portato a farfalla. Comunque non siamo ultimi, il cielo è sereno, la temperatura gradevole e il mare calmo. Nulla di che lamentarsi dunque.
A sera cena con l’equipaggio di Strabilia, prezzo spropositato e qualità scarsa, ma ottima compagnia.
Il giorno successivo di nuovo partenza alle 8. Un bel vento uscendo da Portovenere, ma che, come al solito, ben presto finisce. Dopo un po’ il vento torna, ancora da ovest dunque dalla direzione della linea d’arrivo. Nel frattempo i concorrenti si dividono in due gruppi, l’uno rimane sotto costa per sfruttare la brezza termica, l’altro punta al largo. Chi è rimasto sotto costa gode di maggiore pressione, ma deve bordeggiare; chi ha puntato al largo ha meno vento ma può procedere per rotta diretta. Noi in mezzo con un po’ meno di vento, ma bordeggiando solo verso la fine del percorso, quando il vento è però aumentato.
Tagliamo il traguardo alle 17,15 mentre il tempo massimo era posto alle 17,30. In ogni caso non siamo ultimi perché gli equipaggi alle nostre spalle si ritirano. Beh non è stata una grande performance sportiva, ma Nino è simpatico, Portovenere splendida e il tempo ancora piacevole, e poi il gioco del vento e del mare mi piace molto.
Lauris al lavoro su Costanza a Portovenere
Portovenere al tramonto durante la premiazione della prima tappa
Portovenere all'alba
Il gruppo dei concorrenti che ha scelto l'opzione "a terra".
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