venerdì 27 gennaio 2017
E' l'anno dei record!
Giovedì 26 gennaio 2017 Francis Joyon e il suo equipaggio stellare hanno tagliato la linea del traguardo aggiudicandosi il Trophée Jules Verne, record di circumnavigazione del mondo a vela in equipaggio, in 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi. Complimenti!
Poco più della metà del tempo immaginato da Verne, ad una media inimmaginabile anche solo nel 1993 quando Bruno Peyron e il suo equipaggio conquistarono per la prima volta il record in poco più di 79 giorni e 6 ore!
giovedì 26 gennaio 2017
Rivista Geografica Italiana
E' stata pubblicata una recensione di Marina Marengo al mio libro: "L' ultimo spazio di libertà" sulla Rivista Geografica Italiana. Cerco di riprodurla qua sotto.
lunedì 23 gennaio 2017
74 giorni, 3 ore, 35 minuti, 46 secondi
Ecco il tempo record impiegato da Armel Le Cléac'h per concludere vittoriosamente la Vendée Globe 2016-17, che dire: "chapeau!". Mentre con il suo Banque Populaire tagliava il traguardo, seguito da vicino da un superbo Alex Thompson, il resto della flotta superstite, 16 concorrenti, era sparpagliato tra Atlantico Settentrionale, Atlantico Meridionale e Oceano Pacifico. Delle distanze enormi. Sicuramente i primi sono dei "mostri" di bravura, sicuramente i ritardatari dispongono di barche di un livello decisamente inferiore, sicuramente tra i diversi progetti ci sono differenze di budget abissali, sicuramente tra i 29 partecipanti vi è chi è partito per vincere, chi è partito per ben figurare e chi per l'avventura.
In ogni caso vi aspettiamo tutti a "bon port" sani e salvi, in ogni caso meritate tutti un plauso: "bravo à tous!".
venerdì 13 gennaio 2017
49 giorni, 3 ore, 7 minuti e 38 secondi per il giro del mondo
Essendo in Bretagna non abbiamo perso l'occasione di andare a La Trinité sur Mer per l'arrivo al suo porto di armamento del trimarano ultime Sodebo e del suo skipper ed unico membro di equipaggio Thomas Coville reduce dalla conquista del record di circumnavigazione terrestre a vela in solitario.
Circa duemila persone ad attenderlo e a festeggiarlo in una fredda mattina (per fortuna i commercianti del comune hanno offerto a tutti cioccolata calda e "vin chaud"!).
Salito sul palco ha ringraziato gli sponsor che lo hanno sostenuto economicamente, tutta l'equipe e tutti quelli che lo hanno seguito e sostenuto da lontano.
Quando il sindaco di La Trinité ha detto di essere orgoglioso perché il record apparteneva al comune gli ha tolto il microfono contraddicendolo affermando che il record appartiene a tutta l'umanità e in particolare ai bambini perché possano capire che i sogni si possono realizzare. Insomma un discorso che mi è piaciuto ed un'aria di festa purtroppo inimmaginabile in Italia per un evento velico.
Un'ultima considerazione: guardate le foto del "mostro", francamente mi chiedo come si possa condurlo da soli per oltre 20.000 miglia.
Brrr... che freddo in Bretagna!
Inverno anomalo in Bretagna. 18 giorni di alta pressione, dunque niente pioggia, ma un po' di nebbia e freddo relativo: di notte -3 e di giorno 5°, mentre di solito nel periodo natalizio piove spesso e le temperature non sono mai negative.
Ciò non ci ha impedito di fare dei bei giri: Concarneau, Saint Brieuc, Le Pouldu, Vannes, la Trinité sur Mer e, immancabile, Lorient con la sua "Base".
lunedì 28 novembre 2016
Ah il moschettone maledetto!
Sabato 26 novembre il cielo è grigio, voglio fare delle prove con il gennaker e il vento è ideale: leggero, ma di direzione e intensità abbastanza costanti. Ci spingiamo di bolina al largo, poi poggiamo e issiamo il gennaker. Navighiamo un po' mure a sinistra e poi strambiamo per navigare mure a dritta. Manovra perfetta, tutto va bene, ma dopo una decina di minuti il gennaker si affloscia e cade in acqua. Al primo momento penso sia lo stopper della drizza che si sia aperto e invece no, è il moschettone della drizza che si è aperto. Per fortuna recuperiamo la vela senza danni, ma ovviamente è fradicia. E' già il tramonto e dunque rientriamo in porto con il gennaker in pozzetto a scolare il grosso dell'acqua. E' la terza volta che mi capita una cosa simile: la prima su Futura, in Atlantico durante l'ARC, la seconda su Zazà con lo spinnaker issato e la terza è quella che ho descritto.
Domenica mattina mi faccio una passeggiata in testa d'albero per recuperare la drizza e il moschettone rimasto lassù. In cielo nuvoloni neri poco rassicuranti, ma usciamo e issiamo la vela per farla asciugare, ma uso la seconda drizza di spi, non mi fido più del moschettone maledetto!
venerdì 11 novembre 2016
Vendée Globe 2016
Questa volta c'eravamo anche noi, come spettatori ovviamente! Partiti per Nantes venerdì 4 novembre alle 7,55 arriviamo nel villaggio di partenza di Les Sables verso mezzogiorno e subito l'impatto è sorprendente: una folla immensa di marinai professionisti, di invitati dagli sponsor, di bimbi delle scuole, di marinai della domenica, di marinai saltuari, di curiosi, di sognatori... Mi irrigidisco un po' a causa della mia antipatia per la folla, ma poi mi faccio trascinare dall'entusiasmo generale e dalla gentilezza e disponibilità dei volontari che gestiscono la baraonda. A sera arrivano anche Massimo e Laura di Corto Maltese e la gente arrivata per questo evento è talmente tanta che fatichiamo a trovare un posto al ristorante per cenare.
Sabato splende il sole, colazione veloce e poi una lunga scarpinata fino al villaggio (neanche da pensare di avvicinarsi in automobile), il pontile dove sono ormeggiati gli IMOCA 60 non è più accessibile al pubblico perché fervono gli ultimi preparativi, ma, anche da lontano, lo spettacolo delle 29 barche è coinvolgente.
Incrociamo Riou e Le Cam, mentre Gabart, che in questa edizione avrà il ruolo di commentatore, è al nostro fianco mentre nello stand del dipartimento Vendée guardiamo un filmato riassuntivo delle edizioni precedenti. E' ancor più difficile trovare un ristorante che abbia quattro posti liberi, ma, alla fine, un'ottima choucroute de la mer, ricompensa le nostre peregrinazioni.
Domenica è il gran giorno, ancora una giornata di sole che favorisce l'afflusso di una folla immensa, non ho mai visto tanta gente... i giornali parlano di 400.000 persone, francamente non ho la più pallida idea di quanti potessero essere effettivamente. La gente è assiepata lungo il canale che porta da Port Olonne al mare aperto, sui balconi delle case, su centinaia di barche nel porto, lungo il canale e in mare, tutti ad applaudire, a fare un tifo da stadio per tutti i concorrenti indistintamente, in un ambiente assolutamente sereno. Le barche scendono il canale distanziate di 5 minuti l'una dall'altra e i 20 minuti che dura il tragitto fino al mare sono per i concorrenti un bagno di folla, forse una carica d'umanità prima di tre mesi di solitudine.
Assistiamo alla partenza vera e propria dalla spiaggia, un occhio al largo a sbirciare le alte sagome delle vele issate, un occhio al maxischermo che trasmette le immagini riprese dall'elicottero della partenza. Al conto alla rovescia dell'ultimo minuto cala un silenzio irreale e al "Top départ" scatta un grande applauso liberatorio. Buon vento ragazzi!
Massimo e Laura partono nel pomeriggio di domenica 6 novembre, Lauris ed io nel pomeriggio di lunedì, abbiamo ancora un giorno per rilassarci e per scoprire Les sables d'Olonne che per chiunque vada anche solo un po' per mare, assume un valore magico.
1 Enri e Lauris; 2 Coda per accedere al "ponton"; 3 Il "ponton"; 4 Ancora il "ponton"; 5 Il mini con cui Alessandro di Benedetto ha fatto il giro del mondo; 6 Folla sul pontile; 7 Folla in spiaggia; 8 Hugo Boss verso la partenza; 9 Lunedì la città ritrova i suoi ritmi, ma rimangono i segni della grande festa...
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